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Le vitamine
Fino a un secolo fa erano del tutto sconosciute. Poi, ai primi del ‘900, lo scienziato polacco Oasimiro Funk, scoprì una sostanza contenente azoto, chiamata “amina”, che egli credette di enorme importanza per la vita. Per questo la chiamò “amina della vita”, da cui è derivato il nome “Vitamina”. Ma perché le vitamine prendono il nome dalle lettere dell’alfabeto? Bisogna fare un piccolo salto indietro, nel 1890, quando il medico olandese Christian Eijkman scoprì come una certa sostanza contenuta nel riso integrale facesse guarire le persone malate di beriberi. Ecco che dal nome della malattia la sostanza (che poi grazie a Funk si rivelò una vitamina) venne chiamata B. Man mano che le vitamine venivano scoperte presero il nome di altre lettere dell’alfabeto. Le principali vitamine sono 13, anche se alcuni scienziati sostengono che ne esistano altre, ancora in fase di studio. Sono una bella compagnia di creature assai diverse l’una dall’altra, ma con un elemento in comune: sono essenziali per il benessere del nostro organismo. Guai se non ci fossero: la nostra pelle diventerebbe gialla, i capelli cadrebbero, i muscoli sarebbero flaccidi, il sangue si impoverirebbe, ci sentiremmo stanchi e infelici. Per fortuna le vitamine si trovano un po’ dappertutto: nel latte, nei cereali, nel pesce, nelle carni, nelle uova, nel burro e nei formaggi ma soprattutto nella frutta (fresca e secca) e nella verdura. Inutile pensare di farne una scorpacciata una volta per tutte. Quasi tutte vengono consumate in fretta, e dobbiamo ingerirne un po’ tutti i giorni. Le uniche a potersi accumulare nel fegato sono quelle liposolubili (cioè che si sciolgono nei grassi, e vengono assorbite attraverso l’intestino): sono le vitamine A, D, E, K. Attenzione però a non assumerne in dosi massicce: potrebbero provocare danni. Le vitamine idrosolubili (B1, B2, PR, B5 o acido pantotenico, B6, B9 o acido folico, H, B12, D) sono quelle che si sciolgono nell’acqua, vengono facilmente eliminate e quindi bisogna assumerne un certo quantitativo ogni giorno. VITAMINA C Chiamata anche: acido ascorbico A che cosa serve: aumenta le difese dell’organismo; favorisce l’assorbimento del ferro; aiuta a cicatrizzare le ferite; riduce i sintomi del raffreddore. Dove si trova: agrumi, kiwi, frutti di bosco, pomodori, insalate, spinaci, piselli, prezzemolo. Sintomi da carenza: perdita d’appetito; indebolimento delle difese immunitarie; sangue dal naso e dalle gengive; ferite che si cicatrizzano lentamente. NeI 1700 per viaggiare da un continente all’altro si usavano le navi. Le traversate duravano lunghi mesi, durante i quali i marinai mangiavano solo cibi conservati, e non vedevano nemmeno l’ombra di frutta e verdura fresche. Gli equipaggi, comandanti compresi, si ammalavano di scorbuto: erano molto deboli, le loro gengive sanguinavano, le loro ferite non si rimarginavano. Poi un capitano, sir James Lind, si accorse che della sua nave era l’unico a non essere malato. Merito dei limoni, pensò, che lui consumava tutti i giorni. Li fece così mangiare anche ai suoi marinai, che in poco tempo guarirono. Era stata la vitamina C contenuta nei limoni (come in tutti gli altri agrumi) a far guarire dallo scorbuto. Oggi lo scorbuto non c’è quasi più, ma si parla spesso di vitamina C quando ci viene il raffreddore e l’influenza. Infatti si è scoperto che questa vitamina aumenta le difese immunitarie, e quindi ci fa guarire più in fretta e allevia anche i fastidiosi sintomi del raffreddore. Per questo, quando ci ammaliamo, oltre a stare a riposo e seguire i consigli del dottore, dovremmo bere molte spremute di arance. Tra gli altri cibi molto ricchi di questa vitamina c’è il kiwi, frutto che prende il nome da un buffo uccello neozelandese. Pensate che un solo kiwi ci fornisce tutta la vitamina C di cui abbiamo bisogno in un giorno!
VITAMINA D Altri nomi: calciferolo A che cosa serve: tiene in buona salute ossa e denti; permette il funzionamento di nervi e muscoli; previene alcuni tumori. Dove si trova: nei pesci grassi (sgombro, sardina, salmone), nel tuorlo d’uovo, nel latte, nel burro. E' l’unica vitamina che in parte il corpo produce da solo per effetto dei raggi del sole sulla pelle. Sintomi da carenza: il principale è il rachitismo, una malattia delle ossa che crescono deformi. Si calcola che nel 1800 in Europa quasi il 90 per cento dei bambini ne soffrisse. Oggi grazie a una migliore alimentazione, nei Paesi occidentali la malattia non esiste quasi più.
A che cosa serve: permette al sangue di coagularsi e quindi impedisce che si formino delle emorragie Dove si trova: in tantissimi cibi dalle uova alle carote, dal latte ai cereali. Sintomi da carenza: il sangue non si coagula e ci sono emorragie in varie parti del corpo. Difficile avere carenze di questa vitamina. E’ però l’unica che è assente dal latte materno. Per questo motivo ai neonati allattati al seno viene data un’integrazione di vitamina K in gocce.
VITAMINA H Chiamata anche: vitamina B8 o biotina A che cosa serve: rafforza i capelli e le unghie; previene l’invecchiamento della pelle; aiuta a guarire le malattie della pelle. Dove si trova: fegato, pompelmo, banana, Iievito di birra, latte e latticini, semi di girasole, arachidi, noci, piselli, cacao, lenticchie. Sin torni da carenza: affaticamento; anemia; caduta dei capelli; dolori muscolari; inappetenza, diradamento di ciglia e sopracciglia; pelle molto grassa. Il suo nome deriva da “Haut”, parola tedesca che significa pelle. Infatti si deposita soprattutto sotto l’epidermide. E stata scoperta negli anni Trenta e si è cominciato a usarla durante la seconda guerra mondiale. Pur essendo contenuta nelle uova, occorre fare attenzione a non mangiarle crude, perché la vitamina H che si trova nel tuorlo viene neutralizzata da una sostanza presente nell’albume non cotto. E anche vero, però, che con la cottura dei cibi si distrugge fino al 60 per cento di questa vitamina.
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